Fossa è un ridente paesino dell’Appennino abruzzese e, osservandolo dalla pianura, sembra spalmato sul fianco della montagna. Incantevole la parte alta, quella medioevale, con il suo castello in parte diroccato e la sua bella torre di avvistamento; pratica la parte moderna lungo la via nuova che degrada verso il piano.
Ripercorrendo la storia a ritroso, Fossa era denominata Aveja, antica città vestina sulle cui rovine è sorto l’odierno paese. Aveja sorgeva all’altezza della confluenza delle vie di comunicazione fra Sabini e Marsi e questa posizione determinava la sua potenza politica e commerciale. Alcuni la vogliono distrutta dai Goti, altri dai Longobardi, ma forse sarebbe più verosimile parlare di graduale decadimento a causa della crescita della vicina città di Forcona. Infatti, nel 962 viene menzionata fra le proprietà della diocesi di Forcona.
Oggi Fossa si presenta ai numerosi visitatori con le sue stradine quasi tutte in salita, con o senza gradini, insieme ai numerosi archi ed archetti, una volta punto di socializzazione per i residenti. Nel tempo che fu, gli uomini raccontavano, le donne facevano le calze e cucivano, i bambini giocavano. Adesso il paese si presenta ordinato, pulito e accogliente; i balconi tutti infiorati nella bella stagione, danno l’impressione di essere un luogo dove la vita scorre serena e beata. “Piazza Grande”, palcoscenico dell’annuale Sagra della Bistecca, è il luogo ideale sia per gli abitanti in cerca di relax, sia per i turisti come punto di sosta e di meditazione delle nostre bellezze. Non bisogna dimenticare la piccola ed elegante “Piazza Belvedere” dietro la chiesa parrocchiale, un vero gioiello perché da essa si gode uno dei più bei panorami abruzzesi: la rigogliosa valle del medio Aterno e, in fondo, il massiccio del Gran Sasso.
La chiesa di S. Maria ad Cryptas, del XII secolo, in stile romanico bizantino e con le pareti completamente affrescate viene visitata ogni anno da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo affascinati dalla sua bellezza; mentre S. Maria Assunta, anch’essa molto antica ma più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, è “nel cuore” dei fossolani. All’interno si trova di tutto, dalle tele dipinte da pittori più o meno noti alle statue dei numerosi santi nativi o adottati, alle tovaglie d’altare ricamate da fossolane pie ed operose. Ad entrarci si ha l’impressione di essere nella casa di una vecchia zia che ha conservato tutto della sua vita ed ogni cosa per lei è preziosa perché ha una sua storia.
Nelle vicinanze di Fossa, di notevole interesse il Monastero cistercense di Santo Spirito , fondato nel 1222 da Placido da Roio, recentemente trasformato in Albergo-Ristorante ed il Convento di Sant’Angelo,edificato nel 1481 dai francescani al posto di un preesistente piccolo monastero benedettino femminile del 1236. Al suo interno sono conservate le reliquie del Beato Bernardino da Fossa e di San Cesidio Giacomantonio.
E poi…il piccolo teatro la “Fragolina” che testimonia la grande passione dei più giovani per la musica e la recitazione. Le campagne di scavo nella necropoli di Fossa, che vanno avanti dal 1992, hanno ravvivato l’interesse di molti studiosi,curiosi ed appassionati sui popoli italici, ed in particolare sui Vestini, che abitavano la media valle dell’Aterno.